La Regione che voglio
Serve un Consiglio Regionale composto da gente che si è sporcata la camicia e le mani lavorando nel fango dei problemi concreti, non ci serve un’assemblea di politicanti lontani dalla gente e incapaci di fare politica.
La Regione che voglio deve essere a Statuto Speciale, per disporre pienamente delle proprie risorse in uno stato realmente federalista.
La Regione che voglio deve lottare con il Governo per garantire al Veneto che le sue risorse rimangano in Veneto combattendo al fianco dei comuni per ottenere che il 20% dell’IRPEF ci venga restituito.
La Regione che voglio deve tornare protagonista efficace delle politiche sociali al fianco dei più deboli.
La Regione che voglio deve sviluppare tutte le infrastrutture necessarie a dare una vera opportunità di crescita alle nostre imprese.
La Regione che voglio deve cogliere le enormi opportunità finanziarie che le politiche comunitarie mettono a disposizione per la promozione delle energie alternative e la tutela dell’ambiente.
La Regione che voglio deve frenare la folle e continua corsa verso la proliferazione di centri commerciali che soffocano la nostra tradizionale rete di piccolo commercio, un pezzo di storia, cultura ed economia che scompare.
La Regione che voglio deve realmente stimolare un rilancio del turismo termale euganeo, che significa ricchezza e posti di lavoro, attraverso il rilancio del prodotto fango, la promozione di un territorio con un potenziale ambientale straordinario e prodotti agricoli di eccellenza, il recupero delle infrastrutture lasciate completamente in abbandono.
La Regione che voglio deve ripensare la viabilità sia della Bassa Padovana, da decenni abbandonata dalla politica, che dell’Alta Padovana, cuore pulsante dell’economia dell’intero Veneto.